La qualità della vita dipende dalla nostra salute psicologica?

La qualità della vita dipende dalla nostra salute psicologica?

Molto spesso mi ritrovo a rispondere alla domande del tipo “ A cosa serve andare dallo psicologo, io non sono pazzo!? Basta andare dal medico, assumere per un po’ di tempo quello che mi ordina e tutto si risolve”. Nel 2015 purtroppo la figura dello psicologo corrisponde ancora allo stereotipo ormai sorpassato e vecchio del professionista che accoglie i “non sani di mente”, inaccessibile secondo alcune persone, o al massimo visto come una fonte di prescrizione di ansiolitici, o altro.

Consideriamo proprio quest’ultima parte: ripensiamo proprio alla capacità di ascolto, a quante persone tra le nostre conoscenze riuscirebbero ad ascoltarci veramente con attenzione, senza giudicarci, riuscendo a fugare le nostre paure, calmare le nostre ansie o ossessioni, i nostri umori bassi o altalenanti. La risposta che molti fornirebbero, forse, non sempre è del tutto positiva. Ecco che forse abbiamo dato un senso primario a quella figura dello psicologo.


Il processo di aiuto psicologico si fonda, oltre che sull’integrazione di diversi modelli quali quello medico, psicologico, sociale ed economico, anche sull’educazione tesa ad un processo di ripristino del potenziale che la persona possiede già, restituendo ad essa dignità e libertà di scelta.

 

E’ più che mai evidente la necessità di promuovere l’ipotesi che avere una buona salute psicologica chiami in causa la Salute, il Benessere personale e relazionale oltre che miglioramento della Qualità di Vita. Se pensiamo al concetto di prevenzione psicologica classica (dove bastava l’assenza di “malattia e infermità”) e la confrontiamo ad un concetto contemporaneo della Promozione della Salute, molti studiosi sono convinti che si riuscirà a dare voce alle multisfaccettate richieste del cittadino che vive sempre più spesso nuove e incombenti situazioni di disagio di tipo psicologico, legate a difficoltà inerenti il proprio livello economico, sociale, culturale, o magari alla sempre più emergente solitudine generazionale o alla diffusione di violenze e nuove dipendenze.

 

Le nuove visioni scientifico-professionali, inoltre, hanno rinforzato la necessita’ della dignità di chi soffre di un disagio psichico con l’autonomia e la autoaffermazione, mediante la proposta del sostegno reciproco, del poter avere cura l’uno dell’altro, all’interno di una comunità e dell’ambiente naturale, come affermò l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Carta di Ottawa del 1986.

 

Lo scopo principale della promozione dello stato di Benessere riguarda l’accesso alla salute per tutti, la promozione di stili di vita favorevoli alla salute, l’informazione e l’educazione oltre che ad esempio il rafforzamento delle reti e dei sostegni sociali. Secondo alcuni studiosi, l’acquisizione di potere e incremento delle proprie capacità di controllare in modo attivo la propria vita individuale o psicologica inizia nel momento in cui capiamo che la nostra situazione ci evidenzia il nostro senso di inadeguatezza di fronte ad esperienze che ci causano malessere, disagio o frustrazione e la persona diviene consapevole di non padroneggiare in modo attivo gli avvenimenti.

Da questo momento in poi inizia l’acquisizione della fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, oltre che l’apprendimento della speranza che deriva dal controllo sugli eventi, tramite l’impegno e la partecipazione nella comunità, nella quale il professionista- psicologo e’ inserito.

Michela Morin - miodottore.it

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