La comunicazione assertiva come strumento per la “sopravvivenza”.

La comunicazione assertiva come strumento per la “sopravvivenza”.

Che cosa significa essere assertivi? Comunicare i propri punti di vista, anche quando sono contrari a quelli dell’interlocutore, senza cercare di prevaricare l’altro, ma tentando di risolvere i problemi in modo positivo per entrambe le parti. Pensiamo alla comunicazione tra le persone, e alle varie situazioni conflittuali all’interno di un contesto sociale o lavorativo. 

 Alcuni sostengono che difficilmente una buona gestione di un conflitto possa avvenire in concreto al di fuori dell’ambiente familiare, salvo in rari casi, poiché verrebbero a mancare quelle “buone conoscenze” delle caratteristiche psicologiche e personologiche degli interlocutori. Indice di buona capacità risolutoria, quindi, dovrebbe essere lo sviluppo di abilità che ci aiutino ad operare in assenza di tali conoscenze.

 

Che facciamo se un collega ci sminuisce, o vogliamo chiudere una telefonata di tipo commerciale, o chiedere ai nostri vicini di abbassare la musica che fino a quel momento ci ha disturbati? Qualcuno affronterebbe la situazione provando a “mandare giù”, avvertendo poi una forte rabbia (comportamento di tipo passivo); altri, reagirebbero con aggressività, nel tentativo di riacquisire una posizione di forza o di punire chi si permette di fare certe azioni (comportamento di tipo aggressivo); altri ancora, invece, pur riconoscendo i propri e gli altrui diritti, si pongono nell’idea di ascoltare il punto di vista dell’interlocutore, esprimendo nella eventualità il proprio disappunto nel totale rispetto di chi li ascolta (comportamento di tipo assertivo).

 

In queste occasioni si è soliti avvertire emozioni forti e disturbanti quali rabbia, confusione, senso di impotenza, ma anche durature sensazioni di frustrazione, ogni qualvolta si cerca di reagire e far capire le proprie difficoltà.

 

ESSERE ASSERTIVI, quindi, non significa essere né passivi, né aggressivi, bensì saper gestire situazioni ritenute difficili ,come ad esempio riuscire a confrontarsi con le persone, o far valere i propri diritti, o reagire ad atteggiamenti autoritari non giustificati, o riuscire a dire di no in ambito lavorativo.

 

PRATICARE UN COMPORTAMENTO ASSERTIVO presuppone una certa consapevolezza dei propri diritti e della propria personalità, saper esprimere in modo chiaro i propri sentimenti, emozioni, convinzioni personali ed opinioni, abbassando la sensazione di disagio e riconoscendo lo stesso diritto ai propri interlocutori. Tutto ciò può essere facilmente appreso anche attraverso un buon percorso psicologico mirato, che aiuti a sviluppare un processo di conoscenza di quali diritti siano da considerare irrinunciabili e di come poter riuscire a mettere in pratica comportamenti di tipo assertivo; inoltre ci può pure aiutare ad apprendere quali sono i diritti da anteporre al rispetto delle regole. Alcuni esempi di questi diritti sono: avere e sostenere le proprie opinioni, a prescindere dalle altrui, e poterle esprimere liberamente; decidere della propria vita e delle proprie priorità; poter dire di no, senza sentirsi in colpa; poter cambiare idea e fare errori, assumendosene le responsabilità; stabilire relazioni sociali soddisfacenti, e concluderle quando diventano negative; mantenere la propria dignità anche se questo urta i nostri interlocutori. Tutto questo è facile a dirsi, certo, ma più complesso a farsi, nella realtà di tutti i giorni: per questo l’aiuto dello psicologo può essere di indubbia utilità.

 

Michela Morin - miodottore.it

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