Ho l’ansia dottore… che fare?

Ho l’ansia dottore… che fare?

“Non tutta l’ansia vien per nuocere”. Esistono livelli di ansia considerati normali e moderati che possono essere utili per migliorare le prestazioni; pure livelli elevati di ansia possono essere adeguati, se coerenti alla situazione che la esige; per esempio se dobbiamo svolgere un colloquio lavorativo o fare una competizione sportiva, la nostra tensione emotiva sarà particolarmente alta ma funzionale alla realizzazione dell’obiettivo. 

Ma quando possiamo parlare di ansia disfunzionale? Quante volte ci capita di sentire persone riferire di soffrire di ansia o panico? Quante volte, di sentire parlare di situazioni emozionali negative, improvvise, indistinte? Che cos’è l’ansia?


Da un punto di vista clinico-psicologico l’ansia disfunzionale è uno degli stati emozionali più diffusi e rilevanti; suscita disagio e apprensione oltre che un’inquieta anticipazione di un evento minaccioso ma vago; non avrebbe, secondo le teorie correnti, quindi, un oggetto ben identificato nè una ben identificabile natura dell’evento causale nè confini temporali ben definiti di inizio e di fine. Generalmente in presenza di forte disagio ansioso si può percepire una sensazione di fastidio al petto, fatica al respiro vertigini, sensazione di svenimento; molte persone riferiscono pure lo stato ansioso come un’emozione sempre presente “ sullo sfondo” quotidiano di vita, sin dal primo minuto che si alzano dal letto a quando tornano a dormire.

 

 

I soggetti in questione riferiscono frasi del tipo: “mi sembra sempre che debba accadere qualcosa di brutto”, “dormo con un sonno agitato e mi alzo stanco, pur avendo dormito 8 ore”. Se queste sensazioni si acutizzano allora la persona, per la maggior parte delle volte, si presenta al pronto soccorso per un monitoraggio, temendo qualcosa di peggio, ma che poi si evidenzierà come possibile Disturbo Ansioso.

 

Può uno stato ansioso peggiorare? Se subentra la paura di un collasso fisico o di ricevere un giudizio negativo, o che accada qualcosa di male a sé o ai propri cari, o di recare loro danno, il disagio può evolvere a stato emozionale particolarmente sconcertante e invalidante per la qualità di vita e con una certa durata nel tempo. I sintomi specifici e soprattutto la paura di questi sintomi creerebbero disabilità.

 

Ne segue spesso il ricorso a farmaci, che riducono sin da subito il disagio e l’ansia anticipatoria, migliorando la padronanza di sé, ma che non sarebbero particolarmente efficaci sulla riduzione delle paure di fondo, specifiche di ciascun disturbo.Molte persone, però, non sono a conoscenza che esisterebbero dei fattori generali che predispongo a tutti i disturbi d’ansia, fattori che le persone dovrebbero predisporsi a trattare attraverso un sostegno psicologico.

 

Un trattamento per esempio di tipo cognitivo-comportamentale sembra particolarmente funzionale alla prevenzione di questo genere di disagi, mirando specificatamente alle aree di intervento e educando strategicamente il soggetto ad intervenire nel caso di ricaduta.

Michela Morin - miodottore.it

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